Che bilancio hanno registrato le vostre varietà nella scorsa campagna produttiva a Huelva?

Siamo molto soddisfatti del risultato che hanno ottenuto le nostre varietà a Huelva. I produttori della regione da alcuni anni stanno valutando le varietà di Nova Siri Genetics e nell’ultima campagna hanno realizzato superfici importanti con le varietà NSG 120 (Rossetta®), NSG 203 (Marimbella®) e NSG 207 (Gioelita®). Queste tre cultivar hanno soddisfatto i produttori per la loro precocità, rusticità, produttività e caratteristiche organolettiche dei frutti.

Le avversità climatiche della scorsa campagna hanno causato un notevole callo della qualità della frutta. La strada è quella di cercare varietà più resistenti a questi problemi, come è accaduto per la botrite alla fragola? Anche la mancanza di ore fredde è stato un problema, si stanno sviluppando varietà che richiedono meno ore di freddo?

La nostra ricerca è incentrata sulla selezione di cultivar a basso fabbisogno in freddo destinate alle aree mediterranee. Durante le fasi di selezione, privilegiamo gli incroci che necessitano di poche ore di freddo per la differenziazione delle gemme a fiore, in grado di tollerare i principali patogeni che attaccano la fragola come ad esempio l’Oidio e la Botritis, oltre a tutta una serie di funghi che colpiscono l’apparato radicale. Le varietà di Nova Siri Genetics, impiegate dai produttori di Huelva, sono molto rustiche e poco sensibili a problemi legati alle avversità atmosferiche e alle principali malattie che colpiscono i frutti e la pianta. Nei diversi anni di selezione in campo necessari per l’individuazione di una nuova varietà, le piante vengono sperimentate in ambienti differenti, caratterizzati da anomalie climatiche sempre più frequenti. L’obiettivo è ottenere varietà in grado di far fronte alle mutate esigenze climatiche, che hanno un impatto considerevole sulla coltivazione della fragola.

Come si comporta la pianta in vivaio?

I vivai realizzati in Spagna e Polonia presentano un ottimo sviluppo vegetativo. Nonostante l’andamento climatico sfavorevole registrato in primavera, nel periodo di realizzazione dei vivai, caratterizzato da ritorni di freddo e nevicate, i nostri vivai hanno recuperato il ritardo e al momento la situazione è in linea con il periodo. La rusticità e la vigoria delle varietà aiutano a superare le difficoltà che possono insorgere con le anomalie climatiche.

In che misura la pandemia ha colpito il settore della produzione di fragole spagnolo?

I maggiori problemi ci sono stati nella fase della raccolta e selezione delle piante nei magazzini nel periodo di settembre-ottobre. Poiché in questa fase della lavorazione è necessario molto personale, per poter rispettare il distanziamento sociale si è dovuto far ricorso ad aree di lavorazione molto più ampie, oltre alla problematica del trasporto del personale.

Pensate che ci siano innovazioni tecnologiche che possono aiutare a ottenere una pianta più sana?

L’utilizzo delle nuove biotecnologie “New breeding techniques” (NBTs) ci consente di migliorare sempre più la qualità del materiale vivaistico e offrire al produttore una pianta rustica, in grado di produrre fragole di altissima qualità.

Per la disinfezione del suolo in vivai, funzionano le soluzioni alternative attualmente presentate? (esempio: ozono, biosolarizzazione...)

Abbiamo bisogno di offrire al mercato produzioni sempre più sostenibili e quindi occorre trovare soluzioni a basso impatto ambientale per tutte le fasi del processo di produzione a partire da quelle che avvengono in vivaio. La disinfettazione del terreno è importante per garantire al produttore una pianta sana, in grado di produrre fragole di qualità. Le tecniche che stiamo utilizzando, unitamente alla rusticità delle varietà, consentono di ottenere un buon materiale vivaistico, in grado di assicurare al produttore produzioni salubri e quantità soddisfacenti per ottenere un buon ritorno in termini economici.

La strategia dell'UE punta a produzioni ancora più sostenibili, ritenete che esistano soluzioni alternative sufficienti per il futuro per preservare la salute della pianta?

Per avere delle piante sane con il minimo utilizzo di agrofarmaci, l’unica strada percorribile è quella del miglioramento genetico. Bisogna lavorare su materiale genetico che sia fortemente tollerante ai patogeni e parassiti.

Fonte: Mercados